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Il 6 febbraio scorso si è svolto nella sala consiliare del comune di Caorso un riuscitissimo convegno - promosso dalla RSU della centrale elettronucleare di Caorso - su:

"Decommissioning: una opportunità di politica industriale" con un sottotitolo polemico: "e allora perché smembrare Sogin?" Ecco, è stato un pò il "leit motiv" intorno al quale si sono soffermati tutti gli autorevoli intervenuti (dai sindacati Filcem, Flaei, Uilcem al presidente della provincia di Piacenza, all'assessore alle Attività Produttive dell'Emilia Romagna; dalla Lega Ambiente, alla Associazione industriali; dall'on. Tommaso Foti, del Popolo delle Libertà, all'on. Pierluigi Bersani, del Partito Democratico; dal direttore generale di "Ansaldo nucleare" all'amministratore delegato di Sogin), polemizzando con la proposta del Governo di commissariare e "spacchettare" Sogin - la società del ministero dell'Economia incaricata del "decommissioning" - contenuta in un disegno di legge in discussione al Senato nelle prossime settimane.
"Gli importanti risultati raggiunti da Sogin in materia di messa in sicurezza dei siti - ha ammonito la RSU della centrale nella sua introduzione - rischiano di essere vanificati se si andasse ad una sua disarticolazione, e le competenze riguardanti il decommissioning oggi presenti per le capacità e le professionalità possedute dai lavoratori ed un "know-how" difficilmente reperibili sul mercato, andrebbero disperse".
Al commissariamento e smembramento di Sogin "siamo contrari" - rincara la dose Alberto Morselli, segretario generale Filcem-Cgil che ha concluso i lavori del Convegno - e come sindacati ci metteremo di traverso".

Un altro progetto MAX s.o.s.

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